Ecopay-connect Oglio sud

Migliorare la biodiversità attraverso interventi di riqualificazione ecologica e fluviale e la progettazione partecipata di Pagamenti per i Servizi Ecosistemici nel Parco Regionale Oglio Sud

di Fabrizio Malaggi

L’obiettivo del progetto è il potenziamento del corridoio ecologico rappresentato dal Parco Oglio Sud con lo scopo di migliorare la connessione ecologica lungo il fiume Oglio e il mantenimento della biodiversità a scala locale e sub-regionale.

Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Cariplo attraverso il bando Connessione Ecologica 2014. Anticipando i tempi rispetto ai nuovi requisiti del bando Capitale Naturale 2017, con Ecopay-connect Oglio Sud si è analizzata non solo la fattibilità in termini di interventi di riqualificazione fluviale, ma si è anche prevista la progettazione di alcune azioni innovative: la mappatura e la valutazione economica dei servizi ecosistemici e la progettazione partecipata di schemi di finanziamento integrato. Un obiettivo ulteriore riguardava, infatti, l’esigenza di far fronte alla mancanza di risorse disponibili per la gestione ordinaria e straordinaria degli ambienti naturali e semi-naturali e con la finalità quindi di tutelare attivamente la biodiversità e incrementare l’infrastrutturazione della Rete Ecologica Regionale e della Rete Natura 2000. Studi di fattibilità, piani e programmi, rimangono spesso sulla carta per mancanza di risorse economiche, per l’assenza di incentivi che aumentino il coinvolgimento dei privati cittadini (agricoltori e proprietari forestali in primis), per l’inadeguatezza degli strumenti politico-amministrativi e per la mancata sensibilità di alcuni attori locali, cittadini compresi.Il percorso logico dello studio si è così articolato nelle 10 azioni illustrate in Tabella 1 che nel loro insieme disegnano una strategia ben precisa che parte da un’analisi delle criticità, propone soluzioni progettuali per superarle, quantifica il valore dell’ambiente allo stato attuale (il capitale naturale che produce servizi ecosistemici) e ne quantifica il valore conseguente alla realizzazione degli interventi progettati. Queste stime hanno fornito le leve per coinvolgere i portatori d’interesse del territorio con i quali progettare meccanismi di mutuo beneficio e veri e propri PES per il finanziamento delle opere di conservazione e implementazione del capitale naturale.

Tabella 1 – Elenco azioni del Progetto “Ecopay-connect Oglio Sud”

Al fine di meglio comprenderne la logica, si ritiene utile schematizzare con la Figura 1 i passaggi logici delle azioni 7 e 8, essendo il cuore del percorso di implementazione del PES.

Figura 1 – Schema metodologico per il design dei meccanismi PES nel Parco Oglio Sud.

Risultati raggiunti

Il percorso affrontato è stato arricchente sia per l’acquisizione di nuove competenze all’interno dello staff tecnico dell’Ente Parco, sia per l’approfondimento delle conoscenze territoriali e delle relative criticità ambientali. Le analisi condotte con l’Azione 2 hanno permesso, tra l’altro, di dare un ordine di priorità agli interventi di riqualificazione proposti. Inoltre, la realizzazione di molte progettualità o (come nel caso dell’azione 4) di linee guida per la stesura di progetti di riforestazione, mettono l’Ente nella condizione di poter sfruttare al meglio e tempestivamente eventuali bandi di finanziamento che potranno dare efficacemente soluzione alle criticità ambientali rilevate.

Ma il risultato più significativo del progetto è sicuramente il percorso partecipato sviluppato tra Parco, agricoltori, imprenditori e stakeholder regionali. Grazie all’adozione di un approccio scientifico, integrato con strumenti di mappatura e dinamiche partecipative, il progetto ha sviluppato una metodologia ad hoc, facilmente replicabile, per l’introduzione e la progettazione partecipata di meccanismi di Pagamento per Servizi Ambientali all’interno dei parchi regionali. Le attività partecipative si sono organizzate in due momenti: uno dedicato alla “offerta” di servizi ecosistemici (principalmente agricoltori e pioppicoltori) e l’altro dedicato ad incontrare la “domanda”, ossia i settori economici che potrebbero avere interesse a supportare progetti collettivi di conservazione della natura. Entrambi gli incontri, organizzati da ETIFOR srl (Spin-off dell’Università di Padova) e dal Dipartimento TESAF dell’Università di Padova, si sono sviluppati alternando presentazioni informative, giochi e attività iterative per la miglior comprensione degli aspetti teorici e pratici legati ai servizi ecosistemici, utilizzo di mappe per facilitare la visione a scala territoriale, e infine lavori di gruppo e attività di consultazione per ottenere riscontri e raccogliere informazioni da parte del pubblico.

Il primo PES nel Parco Oglio Sud

Grazie alle attività di animazione e coinvolgimento territoriale, è stato così possibile individuare una situazione in cui gli interessi di conservazione del Parco coincidevano con le necessità dei pioppicoltori certificati Forest Stewardship Council® (FSC) del territorio. Si tratta di una delle situazioni cosiddette “win-win”, equa e vantaggiosa per entrambe le parti coinvolte nel contratto di pagamento: una delle circostanze ottimali per lo sviluppo di un PES. I requisiti ambientali dello Standard FSC di gestione forestale nazionale richiedono alle aziende di riservare il 10% della superficie certificata alla conservazione o al ripristino di aree “rappresentative”, ovvero esempi vitali di un ecosistema che sarebbe presente naturalmente nella specifica regione geografica dove si trova l’azienda. FSC Italia, pertanto, si è proposto come facilitatore per avviare accordi di gestione tra pioppicoltori certificati FSC e Parco che contribuiscano a soddisfare i requisiti della certificazione. In particolare, il pioppicoltore si assumerà l’onere di gestire direttamente un’area di proprietà pubblica ai fini del soddisfacimento del 10% richiesto dalla certificazione. Come semplificato in Figura 2, questi accordi sono vantaggiosi sia per l’Ente Parco, che diminuirà i propri costi di gestione e riqualificazione degli ambienti naturali, sia per i pioppicoltori certificati che non dovranno impiegare la propria superficie produttiva al fine della rinaturalizzazione, dovendo così rinunciare a una parte del reddito.

Figura 2 – Benefici della collaborazione fra Parco e pioppicoltura responsabile.

La prima opportunità si è concretizzata con l’Azienda Agricola Rosa Anna e Rosa Luigia ss, che conduce terreni all’interno del Parco. Snodo fondamentale della negoziazione è stata l’individuazione di un punto di equilibrio, risultato vantaggioso per entrambe le parti, tra i costi per il ripristino/manutenzione di aree naturali del Parco e quelli che il pioppicoltore certificato FSC dovrebbe sostenere ricostituendo una “area rappresentativa”. Il valore di equilibrio è stato individuato in 300 €/ha/y.

Il primo accordo è stato così sottoscritto il 20 aprile 2018 e consiste nella gestione di circa 20 ettari di saliceto perifluviale minacciato dalla presenza dell’alloctona Sicyos angulatus che ne mette a repentaglio la sopravvivenza e la rinnovazione. Nei giorni successivi una seconda azienda pioppicola certificata, l’impresa agricola Roseghini Maria Luisa, ha manifestato la medesima intenzione e si è rapidamente concordato il secondo contratto che è stato sottoscritto in data 8 maggio 2018. In questo caso l’accordo prevede la gestione di 9 ettari di boschi perifluviali. Si tratta di rimboschimenti recenti (di una decina d’anni). Le criticità a cui si vuole dare soluzione riguardano anche in questo caso la presenza localizzata di specie vegetali aliene, in particolare Acer negundo, e nell’eccessiva fittezza di alcune aree che dovranno essere diradate al fine di favorire un corretto sviluppo del giovane soprassuolo forestale. In questo secondo caso l’Azienda Agricola ha poi candidato su un bando PSL del Gal Oglio Po la realizzazione di interventi di riqualificazione di due piccole aree umide presenti all’interno dei boschi ottenuti in gestione. In questo caso l’opportunità è stata ulteriormente conveniente sia per l’azienda agricola, che si vedrà rimborsate le spese dal PSL, sia per il parco che non si è dovuto neppure far carico della candidatura. È importante sottolineare che i due interventi candidati dall’Azienda Agricola Roseghini al bando del PSL, erano stati progettati nell’ambito del Progetto Ecopay-Connect Oglio Sud, a conferma dell’importanza della preventiva individuazione delle criticità e progettazione delle soluzioni.

Figura 3 – schema dell’accordo vincente fra Parco e pioppicoltura responsabile.

Gli accordi siglati hanno entrambi durata quinquennale. Come illustrato in Figura 3, entrambi sono sostenuti in parte dall’Azienda Agricola direttamente interessata alla gestione delle aree naturali, che realizza le opere a proprie spese per un importo pari a 200 €/ha/y, e in parte dell’industria di trasformazione del pioppo che sostiene una spesa pari a 100 €/ha/y versando la quota direttamente nelle casse dell’Ente. Le imprese di trasformazione in questione sono Panguaneta spa (che ha anche cofinanziato il proseguimento dell’esperienza Ecopay-connect) e Invernizzi spa. Entrambe realtà certificate FSC che dimostrano la propria sensibilità alle tematiche ambientali contribuendo economicamente alla salvaguardia della natura, beneficiando inoltre della deducibilità dal reddito per donazioni liberali (TUIR, art. 10, comma 1, lett. l-quater; TUIR, art. 100, comma 2, lett. N; Legge n. 266/2005, art. 1, comma 353; D.lgs. 50/2016, art. 20.).

Il progetto Ecopay-connect è stato preso come caso innovativo a livello europeo ed inserito nel Progetto Horizon 2020 – Sincere (finanziato dalla Commissione Europea – GA 773702) che studia casi innovativi di gestione delle risorse naturali (www.sincereforests.eu).

Verifica di medio termine

Nell’ottica di monitorare l’evoluzione del PES, nel gennaio 2020 si sono svolte consultazioni con le ditte sottoscrittrici dell’accordo per valutare il grado di soddisfazione e raccogliere eventuali suggerimenti per migliorare l’accordo. Dagli incontri è emerso una sostanziale soddisfazione e l’intenzione di continuare l’esperienza.

In particolare, grazie alla presenza di bandi pubblici destinati a finanziare interventi di miglioramento forestale e lotta alle specie vegetali invasive alloctone, le Azienda Agricole coinvolte dagli accordi hanno manifestato l’interesse a sfruttare questi bandi per aumentare i benefici alle foreste ottenute in gestione dal Parco. Un aspetto di soddisfazione (poco esplicitato ma che si legge fra le righe), riguarda la visibilità che queste iniziative hanno dato agli imprenditori che incide positivamente sulla loro immagine. Aspetto molto importante vista la crescente sensibilità dell’opinione pubblica sugli argomenti che riguardano la tutela dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici.

Conclusioni

Dal quadro sopra delineato è facile intuire che l’esperienza di valorizzazione dei servizi ecosistemici condotta dal Parco Oglio Sud è passata attraverso vari strumenti e diverse opportunità che hanno trovato uno specifico punto di incontro capace di dare un’utilità a tutti gli attori coinvolti. Tutto questo consentendo il reperimento delle risorse necessarie alla salvaguardia dell’ambiente in un’ottica di economia circolare e di collaborazione pubblico-privato.

Figura 4 – Schematizzazione del meccanismo di economia circolare applicato nel Parco Oglio Sud

Gli accordi sottoscritti hanno permesso all’Ente di recuperare risorse per un totale di circa 44.500 € a cui vanno aggiunte le risorse derivanti dal PSL che ammontano a circa 30.000 €. Risorse che, a prescindere dalla modalità di erogazione da parte del privato, consentono la realizzazione di azioni e interventi altrimenti non attuabili. Viste le ulteriori candidature in programma, nei prossimi mesi certamente questi numeri aumenteranno.

Le indagini condotte nell’ambito delle Azioni 1 e 7 hanno rilevato la sussistenza di circa 1.700 ha di pioppeti all’interno del Parco di cui una minima parte risulta certificata FSC (circa il 10%). Grazie all’interesse suscitato nel territorio da questi primi accordi altri due pioppicoltori hanno successivamente aderito alla certificazione FSC, e si sono aperte nuove trattative per la gestione di ulteriori aree naturali del Parco. Oltre quindi alla collaborazione fra ente pubblico e privati nella gestione dell’ambiente, anche la diffusione della certificazione FSC – che prevede forme di coltivazione più responsabili – è un importante risultato raggiunto dal progetto. L’esperienza maturata dal Parco Oglio Sud con il progetto Ecopay-Connect Oglio Sud ha trovato la sua naturale evoluzione nel Progetto “Ecopay Connect 2020”, anch’esso finanziato da Fondazione Cariplo, che coinvolge i Parchi del Mincio, dell’Oglio Nord e dell’Alto Garda Bresciano, AIPO e FSC Italia. Il nuovo progetto ha l’ambizione di replicare su questo vasto territorio la promettente esperienza dell’Oglio Sud implementando l’esperienza dei PES. Tra gli altri soggetti finanziatori troviamo anche dei rappresentanti dell’industria di trasformazione del pioppo, segno dell’interesse suscitato dall’iniziativa anche sul mondo imprenditoriale.

Pubblicato da Luciano Barrilà

Psicologo, socio di Pares.

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