Perché giocare a proteggere la natura è una cosa seria

di Manuela D’Amen e Gloria De Vincenzi

Chi non ha mai visto un gattino rincorrere appassionatamente una pallina? È un processo assolutamente naturale: il cucciolo si allena a cacciare le prede anche se forse non ne avrà mai bisogno, visto che la sua ciotola sarà sempre riempita da un umano. Tutti i cuccioli dei mammiferi, compresa la nostra specie, imparano giocando quasi tutto quello che potrà servire loro nella vita adulta. Proprio come gli altri cuccioli, i nostri bambini simulano giocando le situazioni che incontreranno da grandi, imparando tutta una serie di informazioni essenziali, senza bisogno di luoghi formali di istruzione. Il gioco, quindi, rappresenta il primo e più efficace metodo di apprendimento.

Anche negli anni successivi, la chiave giocosa è un prezioso terreno di coltura per le conoscenze scolastiche, perché porta i ragazzi ad apprendere nuovi concetti in modo del tutto naturale, rendendoli protagonisti attraverso il fare, senza un apposito sforzo mnemonico che a volte può risultare difficoltoso e poco gradito. Il gioco può risultare una chiave di lettura apprezzata anche dagli adulti, i quali spesso hanno minor tempo o voglia di dedicarsi a nuovi apprendimenti. Insomma, praticato a tutte le età, il gioco ha le caratteristiche necessarie affinché attraverso di esso si realizzi un “apprendimento significativo”, il tipo di apprendimento più efficace e duraturo che le persone possano sperimentare. L’approccio didattico del gioco è applicato in una grande varietà di discipline, compresa l’educazione ambientale, che per la maggior parte delle tematiche affrontate si presta ad infinite occasioni di gioco in natura e quindi di apprendimento significativo in quanto attiva contemporaneamente la sfera emotiva, quella cognitiva e quella motoria.

Non tutti i concetti chiave dell’educazione ambientale sono però così semplici ed intuitivi. In una società in cui l’urbanizzazione e l’industrializzazione hanno trasformato radicalmente l’habitat umano, non risulta più evidente a molti il legame strettissimo con gli elementi naturali.

Uno strumento concettuale sviluppato come paradigma interpretativo del contributo delle componenti ambientali al sostentamento della vita umana sulla Terra è quello dei “servizi ecosistemici” (SE). Oggi i “servizi ecosistemici” sono un tema ormai centrale nelle politiche mondiali, per costruire un modello di governance che preveda una valutazione quantitativa anche economica per le risorse ambientali impiegate dall’uomo, ma lo stesso non si può dire della loro consapevolezza pubblica diffusa. È un tema complesso da affrontare nell’educazione ambientale perché di non immediata comprensione e perché si colloca in un contesto multidisciplinare che presuppone una serie di conoscenze pregresse per una comprensione approfondita.

È però di fondamentale importanza la diffusione di questa tematica anche al pubblico: richiamare l’attenzione delle popolazioni sui temi ambientali, per generare nella società cambiamenti significativi di comportamento che sono urgenti per sostenere la grande sfida che (ancor) oggi ci troviamo ad affrontare, quella di uno sviluppo sostenibile.

Il Parco regionale del Mincio, in Lombardia, nell’ambito del progetto Ecopay Connect 2020 finalizzato alla valorizzazione delle reti ecologiche nel sistema di acque e ambienti del complesso Garda-Mincio-Oglio-Po, negli ultimi due anni ha rivolto molta attenzione alla comunicazione delle tematiche del capitale naturale e dei servizi ecosistemici, intraprendendo un percorso che ha l’obiettivo di rendere non solo chiari ma anche attraenti concetti così complicati.

Proprio per ampliare il coinvolgimento su questi temi alla popolazione, è stato scelto come target primario di comunicazione la scuola secondaria di primo e secondo grado utilizzando con loro la chiave del gioco. È una soluzione che il Parco aveva già utilizzato in passato, sviluppando giochi didattici legati a diverse tematiche come la diffusione delle specie aliene e la conoscenza del territorio.

Sui servizi ecosistemici, il Parco regionale del Mincio ha ideato un gioco e lo ha fatto sperimentare a numerosi studenti in occasione di un evento molto partecipato e dedicato alla Giornata Mondiale dell’Acqua, ma ha anche dedicato all’ideazione di un gioco da tavolo due anni di alternanza scuola lavoro con gli studenti di una classe di un liceo cittadino, invitati a progettare e a realizzare, con l’aiuto di una ditta, un prototipo riproducibile che sarà realizzato nella primavera 2020. Entrambe le esperienze puntano a far riscoprire ai giovani (e non solo) i fili che connettono le azioni quotidiane con tutto ciò che il pianeta, la natura, ci offre in termini di bisogni primari, ovvero i servizi che possono apparentemente essere trovati tutti in città ma in realtà hanno una origine, nella maggior parte dei casi, molto più lontana e complessa.

Servizi ecosistemici in gioco

Il gioco porta all’approfondimento delle competenze in materia ambientale e al’introduzione dei concetti di servizi ecosistemici e capitale naturale. Il gioco è stato ideato dal Parco in collaborazione con FSC Italia e ETIFOR srl ed è disponibile al download dal sito web dell’ente con tanto di istruzioni per l’uso, per essere proposto come attività didattica per diverse età.

Biodiversità, ecosistemi, capitale naturale, funzioni ecosistemiche e rapporto quotidiano con la vita dell’uomo, sono i temi che il gioco permette di affrontare. Il gioco formula le domande “Chi ci fornisce?” medicine, cibo (materie prime), acqua potabile, inquinamento?

Il focus è quindi sui quattro Servizi, tre dei quali sono Servizi Ecosistemici “positivi” forniti dalla natura, mentre un quarto è un “servizio” legato alle conseguenze delle attività antropiche e assume un significato negativo per gli ecosistemi e la stessa vita dell’uomo. Le domande sono riportate su dei pannelli autoportanti di plexiglass che vengono posti al centro del piano di gioco.

Per rispondere a questa domanda i partecipanti hanno quattro opzioni (ecosistemi) che possono essere scelte più di una volta, ovvero ciascuna può fornire più di un servizio ecosistemico: Zone umide, Foreste, Coltivazioni intensive e Città. I primi due sono ecosistemi naturali (anche se, spesso, soprattutto le foreste vengono gestite). L’agricoltura e la città sono chiaramente “ecosistemi” in senso lato poiché sono sistemi che esistono solo in dipendenza delle attività umane.

Ogni ecosistema ha associato un diverso colore, importante poi per fare gli abbinamenti con i Servizi ecosistemici. Quando i ragazzi hanno terminato l’operazione di abbinare sui quattro pannelli gli ecosistemi e i SE si passa a svelare quali sono i giusti accoppiamenti, spiegando il risultato e portando degli esempi. Verrà anche composto un quadro generale delle soluzioni corrette per generare degli spunti di discussione generale dell’impatto dell’uomo sull’ambiente e di quello che invece si può fare per tutelarlo e valorizzarlo, partendo sempre dal dialogo con i ragazzi. Il gioco può essere scaricato dal sito web del progetto Ecopay Connect 2020.

Ulteriori risorse di comunicazione sul tema dei servizi ecosistemici sono disponibili sul sito web del progetto: si tratta di una serie di documenti che introducono e illustrano la tematica dei Servizi Ecosistemici, con un linguaggio comprensibile a tutti, esempi, illustrazioni e un video didattico realizzato con la tecnica della stop motionI servizi ecosistemici nelle aree umide”.
Nell’ideare il video, una componente importante è stata quella di usare un linguaggio di facile comprensione per il pubblico in generale, ma anche adattare la narrazione alle conoscenze pregresse del territorio, alla loro identità e cultura: per questo il video è stato incentrato sui servizi ecosistemici dell’ambiente umido, essendo l’area di Mantova intimamente connessa agli ambienti acquatici.

Alternanza scuola lavoro sui servizi ecosistemici.

Coinvolgere i ragazzi nel compito di divulgare concetti difficili ed importanti per creare consapevolezza collettiva sui temi della valorizzazione del capitale naturale e dei servizi ecosistemici è l’obiettivo del progetto di alternanza scuola lavoro condotto dal Parco del Mincio con una classe del Liceo Scientifico Redentore di Mantova negli a.s. 2018-2019 e 2019-2020. I ragazzi hanno seguito alcune lezioni di formazione sui temi dall’analisi dell’utilizzo delle risorse naturali da parte dell’uomo e tematiche correlate (Servizi Ecosistemici e Pagamenti per i Servizi Ecosistemici). In seguito, i ragazzi sono stati chiamati a rielaborare le nuove conoscenze e sulla base di queste a progettare uno strumento didattico sul valore del capitale naturale come fonte di servizi per l’uomo. Alla fine del primo anno di alternanza la scolaresca ha già iniziato ad elaborare la struttura del gioco, che si configura come una sorta di Monopoly in cui il valore (o la perdita di valore) è legato alla virtuosa gestione del capitale naturale. Lasciando guidare la progettazione di questo gioco didattico da tavola a dei ragazzi, destinato a coetanei, si dovrebbe avere anche il vantaggio di creare una situazione di gioco realmente coinvolgente e di attualità per tutti i futuri giocatori. Un modo per creare una responsabilizzazione, a partire dai comportamenti individuali, per allargare poi la consapevolezza collettiva sui temi della valorizzazione del capitale naturale e dei servizi ecosistemici.

Pubblicato da Luciano Barrilà

Psicologo, socio di Pares.

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