Emozioni dalla natura per comunicare il capitale naturale

Manuela D’Amen
Ecologa e comunicatrice scientifica, consulente Parco del Mincio per progetto Ecopay Connect 2020.

Gloria De Vincenzi
Giornalista pubblicista, responsabile area Comunicazione – Turismo – Educazione ambientale Parco del Mincio.

Una educazione ambientale per arricchire le persone di sensazioni, emozioni e contatti fisici e riscoprire così la simbiosi con la natura. Da spettatori a custodi del territorio perché oggi non è sufficiente conoscere e amare il paesaggio, è necessario farsene carico.

Il capitale naturale è un tema di fondamentale importanza per le generazioni attuali e per quelle future. Solo tutelando e utilizzando sapientemente le ricchezze che ci offre la natura possiamo sperare di dar via a uno sviluppo davvero sostenibile del nostro paese e della sua economia. Avere una maggior ricchezza pro-capite in termini di capitale naturale assicura fornitura e disponibilità di un maggior numero di servizi ecosistemici, una minore vulnerabilità, maggiore salute per le persone e una più robusta resilienza dei territori.

Perché è importante (e difficile) comunicare il capitale naturale

Nonostante la rilevanza socio-economica di questo tema, il lavoro costante della natura al servizio di tutti spesso non è percepito nella sua centralità. Compito fondamentale dell’educazione ambientale è quindi far comprendere i legami imprescindibili che ci uniscono al resto degli elementi naturali. La comprensione di questi legami dovrebbe aiutarci a pensare e vivere non come consumatori senza prospettive a lungo termine, ma come parte integrante di un sistema naturale cui siamo legati attraverso tutti i processi della vita. La consapevolezza della nostra posizione negli equilibri naturali dovrebbe portare ad una maggiore coscienza delle conseguenze dei nostri comportamenti.

Le vie della comunicazione emozionale nel Parco del Mincio

Vivere la natura non solo osservarla. Le esperienze che suscitano emozioni dirette dall’interazione con gli elementi naturali sono molto importanti per poter trasmettere e far crescere dei valori positivi legati alla conservazione del capitale naturale. È infatti noto come le emozioni giochino un ruolo chiave nei processi cognitivi legati alla memoria, contribuendo in modo importante ai successi nell’apprendimento, all’interiorizzazione di saperi e influiscano sulle scelte e comportamenti individuali. E la natura non manca certo di fornire una grande varietà spunti emozionali. Sfruttando questo prezioso patrimonio, la comunicazione e la didattica ambientale possono quindi arricchire le persone, bambini e adulti, di sentimenti, sensazioni e contatti – anche fisici – con la natura. 

Sulla forza di queste emozioni sarà quindi più agevole sviluppare dei legami di appartenenza al mondo naturale, legami sia affettivi che razionali, e stimolare al contempo dei comportamenti positivi di protezione e cura. Il sentimento affettivo verso la natura cresce come ogni altro sentimento, e sono le esperienze positive vissute nell’ambiente naturale che nutrono questo legame. È molto importante quindi che le attività di comunicazione e didattica dedicate al capitale naturale disegnino un percorso duraturo, facendo crescere e mantenendo più a lungo il legame profondo con gli elementi naturali presenti nei propri contesti di vita e rilevanti su scala globale.

In armonia con le proprie finalità istituzionali, i Parchi e le Aree protette sono spesso promotori di questi percorsi comunicativi e didattici, sperimentando diversi approcci per sensibilizzare un pubblico composito per età ed esperienze, promuovendo la conoscenza dei valori naturali, culturali e della sostenibilità ambientale.

Il Parco Regionale del Mincio, nella provincia di Mantova, tutela un lembo di territorio lombardo incastonato tra l’Emilia e il Veneto, un territorio caratterizzato dalla simbiosi tra acque, terre e città d’arte, con una varietà di ambienti naturali di straordinario fascino, plasmato nei secoli dal fiume Mincio. L’attività di educazione ambientale portata avanti in questi anni dal Parco del Mincio si sviluppa intorno alle emozioni come strumento privilegiato per comunicare la natura, il capitale naturale e promuovere la sostenibilità ambientale. Presentiamo tre esperienze caratterizzate dall’immersività e dal coinvolgimento emozionale ricercati per produrre maggiore un’esperienza intensa e insieme maggiore consapevolezza del valore del capitale naturale.


La prima esperienza. Clic e pennello, arte e natura

Una estemporanea di fotografia e pittura rivolta ad artisti professionisti o dilettanti: la manifestazione Clic e Pennello ha invitato un variegato pubblico di cittadini e turisti a realizzare un personale ritratto di Mantova abbracciata dalle acque, nei colori dell’inizio estate, dal primo mattino al crepuscolo. La manifestazione ha avuto talmente successo da modificare agli occhi del mondo il volto della città. 

La tradizionale immagine iconica di Mantova, caratterizzata dai monumenti storici, è stata sostituita, dopo questa manifestazione, dallo skyline della città visto dalla riva di uno dei laghi. Si tratta proprio della location scelta per  Clic e Pennello: grazie alle centinaia di foto scattate dai partecipanti (anche semplicemente con gli smartphone) e postate sui social (43.000 visualizzazioni ottenute su Facebook in pochissime ore). 

Alcune delle foto scattate in questa occasione sono state selezionate per il calendario del Parco del Mincio, un altro format collaudato di affezione garantita, tradizionale appuntamento per i cittadini e le scuole, cui viene distribuito gratuitamente ormai da 31 anni. Far osservare ed apprezzare la natura da una prospettiva artistica è stato lo spunto per numerose altre iniziative di comunicazione e didattica portate avanti negli anni dal Parco del Mincio, come ad esempio l’organizzazione di contest fotografici.


Seconda esperienza. Sulle ali del Mincio, una mappa camminabile

Il territorio del Parco del Mincio visto a volo di uccello, a volo di airone per esser più precisi, simbolo della prosperità e del benessere delle terre mantovane. È questa l’esperienza multimediale proposta alle scuole e al pubblico dall’evento-mostra Sulle ali del Mincio per far conoscere gli aspetti naturalistici del territorio. Attraverso una gigantesca aerofotogrammetria calpestabile  (400 mq.), i partecipanti potevano osservare l’area del Parco del Mincio da una inconsueta prospettiva d’insieme, con un dettaglio tanto elevato da poter riconoscere il proprio campo o le proprie abitazioni.

La proposta di questo punto di osservazione ha attivato  molteplici chiavi di lettura del territorio: la connettività delle aree verdi della rete ecologica regionale, il rapporto tra aree urbane, aree agricole e aree naturali. Lo spazio espositivo era corredato da altri contenuti multimediali legati al tema dell’osservazione dall’alto: laboratori sulle mongolfiere, fotografie aeree georeferenziate consultabili da computer, pannelli fotografici e filmati animati. L’evento ha avuto luogo in uno spazio espositivo urbano di eccellenza, uno dei palazzi del centro storico di Mantova, portando così nel cuore della città la natura, normalmente confinata ai bordi del contesto urbano e un po’ ignorata dai flussi turistici canonici. Un’esperienza che è poi diventata un gioco didattico in scatola, Parco puzzle, corredato da una guida interdisciplinare e che è stato donato a tutte le scuole dell’area protetta, accompagnando la consegna con un momento di formazione rivolto ai docenti. L’originale aerofotogrammetria è stata poi riproposta, esibendo porzioni territoriali più limitate, anche in altri eventi, come ad esempio durante la giornata mondiale dell’acqua, edizione 2018, che a Mantova si svolge lungo i laghi di Mantova. L’esperienza è sicuramente replicabile in altri territori per raccontare aree vaste e complesse come sono quelle dei parchi in modo emozionante e coinvolgente, con estrema semplicità e chiarezza.


Terza esperienza. Rilasci di cicogne aperti al pubblico

Un attimo di esitazione e la regina dei cieli, la cicogna bianca dischiude le sue grandi ali – quasi due metri di ampiezza – e prende il volo. Il Parco del Mincio nel Parco delle Bertone promuove da anni un centro di reintroduzione della Cicogna bianca, e saltuariamente organizza in forma di evento il rilascio in libertà di questo volatile. Si può assistere alla scena così da vicino, da poter udire il fruscio delle grandi penne che vibrano nell’aria. È un momento intenso e unico, un’emozione che non si può dimenticare e si può leggere negli occhi dei presenti, soprattutto dei bambini. Si crea così un legame possibile solo attraverso la sfera emozionale, un legame che stimolerà gli spettatori a sviluppare empatia per questa specie, il rispetto e la cura per il suo habitat ed il territorio che, in effetti, condividono con essa. E, magari, scatterà lo stesso sentimento anche verso altre specie animali che popolano il territorio del Parco. Il centro di reintroduzione della Cicogna Bianca cura un progetto scientifico avviatosi nel 1994, promosso e finanziato dal Parco del Mincio, che ha lo scopo di costituire un nucleo stabile di cicogne bianche nidificanti, promuovendo un legame territoriale negli animali. II territorio circostante il centro è particolarmente idoneo per le esigenze della specie, come confermano le sempre più frequenti soste di cicogne in migrazione. 


Varietà di competenze e di linguaggi per offrire esperienze immersive nel Parco del Mincio

Il Parco del Mincio ha realizzato, anno dopo anno, una ricca offerta di esperienze di educazione ambientale legate al territorio grazie al networking tra professionisti appartenenti a diversi settori, scientifico, pedagogico, artistico e ludico. La volontà di contaminazione tra diverse discipline ha portato ad una offerta capace di utilizzare una pluralità di linguaggi e prospettive per illustrare a bambini e adulti il valore della natura e della sua tutela. 

Le attività sono sempre ideate per coinvolgere i partecipanti in un percorso emozionante attraverso la natura, che coniugasse la trasmissione delle conoscenze con esperienze creative e coinvolgenti: teatralizzazioni, giochi, storie, musica, laboratori e sapori, per una condivisione del parco sotto diverse chiavi di lettura (scientifica, pedagogica, ludica, sensoriale ecc), attraverso  linguaggi (arte, fotografia, attività fisica). Sono nati, così, numerosi eventi immersivi, che proseguono in un continuum temporale al ritmo delle stagioni e coinvolgono, attraverso il registro delle emozioni, i cittadini nella conoscenza, nella tutela e nella promozione del capitale naturale del territorio che abitano.

Riferimenti bibliografici

Agazzi E., Fortunati V., (2007) (a cura di), Memoria e saperi: percorsi transdisciplinari, Meltemi, Roma.

Cattarinussi B. (2000), Sentimenti, passioni, emozioni. Le radici del comportamento umano, Franco Angeli.

Gardner H. (2010), Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza. Feltrinelli.

Parco del Mincio www.parcodelmincio.it.

Stefanini A. (2013), Le emozioni: Patrimonio della persona e risorsa per la formazione, Franco Angeli, Milano.

Pubblicato da Luciano Barrilà

Psicologo, socio di Pares.

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